Comune di Reggio Emilia

Giornalismo e pubblicistica


La sezione dell’archivio che reca le tracce dell'attività pubblicistica e giornalistica di Zavattini si compone di una vasta documentazione. Il suo esordio nella ‘carta stampata’ avviene a 24 anni nel 1927 quando pubblica diversi corsivi sulla “Gazzetta di Parma”, impegno che prosegue fino 1928. Nel 1929 svolge il servizio militare a Firenze, frequenta il caffè “Le Giubbe Rosse” ed entra in contatto coi cosiddetti “solariani”: Vittorini, Bonsanti, Ferrata, Carocci, Montale, Ungaretti e G. A. Borgese. Parallelamente pubblica corsivi su “Il Secolo XX”, “La Fiera Letteraria”, “L’Italia letteraria” e sviluppa le prime prove narrative su “Solaria”. Nel 1930 a Milano continua a collaborare con “Il Secolo XX”, scrive sul “Secolo Illustrato”, “Novella”, “La Donna”. Pubblica raccontini umoristici accompagnati da disegni di Giovannino Guareschi, sul “Tevere”. Dal 1930 al 1934, scrive su “Cinema Illustrazione” per Giuseppe Marotta che ne è direttore, una rubrica di corrispondenze immaginarie da Hollywood che firma in maniera a dir poco stravagante. Tra gli pseudonimi ricorrenti Kaiser Zha, Jules Parme, Giulio Tani, Louis Sassoon e altri ancora.  Sempre nel ‘30 viene assunto da Rizzoli al “Secolo Illustrato” come correttore di bozze mentre nel 1934, terminate le corrispondenze da Hollywood, Rizzoli gli affida la redazione di “Cinema illustrazione”. Collabora all’“Almanacco letterario 1931” di Bompiani, compila quello del 1932, 1933, 1934, 1935 ed inoltre quelli del 1938 e ’39. Nello stesso anno pubblica un suo soggetto cinematografico (Buoni per un giorno) sulla rivista “Quadrivio”. Nel 1936 si iscrive al sindacato dei giornalisti e Rizzoli che non è d’accordo lo licenzia, ma Za viene subito assunto da Mondadori come direttore editoriale di tutti i periodici oltre che del settore “Walt Disney” per il quale scrive le prime storie per i fumetti. Dal ’36, per tre anni, collabora al “Marc’Aurelio”. Nel 1937 vara ”Il giornale delle meraviglie” e sempre nello stesso anno, ‘rifonda’ e dirige il quindicinale “Grandi firme” (già di Pitigrilli) che trasforma con successo in settimanale. La censura fascista lo sopprime nel ’38, ma Zavattini è un vulcano di idee e di progetti e non si arrende. Subito dopo inaugura un altro settimanale che dirige personalmente: “Il Milione” (sottotitolo: “Novelle e varietà”). Quasi contestualmente dirige con Campanile il settimanale umoristico “Il Settebello”. In esso tiene due rubriche (“Lettere di Zavattini” e “Diario di un timido”) e dal primo numero del settimanale “Grazia” inaugura un’altra rubrica rivolta alle mamme (“I vostri bambini vi guardano”). Dal 1° giugno 1939 scrive recensioni cinematografiche sul settimanale “Tempo”. Nello stesso anno si dimette da direttore editoriale della Mondadori conservando tuttavia la direzione di “Ecco/Settebello” (nuova testata subentrata a “Settebello”). Su “Tempo” scrive poi a lungo: nel 1940 pubblica le prime note del suo “Diario cinematografico” che riprende anni dopo sui periodici “Bis” (1948), “Cinema nuovo” (1951) e “Rinascita” (1962); in seguito escono raccontini, recensioni di varietà, ecc. Pubblica nello stesso anno (1940), sulla rivista “Cinema”, il soggetto di Totò il buono. Nel 1941 inizia la collaborazione con la rivista “Primato”. Poi una pausa di qualche anno e la guerra. Nel 1950 riprende l’attività pubblicistica varando sul settimanale “Epoca” la rubrica «Italia domanda» che avrebbe dovuto uscire in un primo momento come periodico autonomo. Dopo “Epoca” la stessa rubrica ha poi una coda su “Vie Nuove”. Nel 1958 è nuovamente assunto da Mondadori come consulente editoriale per le testate giornalistiche, incarico da cui si dimette nel ‘59. Se nel dopoguerra sono numerose le iniziative editoriali e giornalistiche realizzate, diverse rimaste allo stato di progetto. Tra queste ultime sono da menzionare «Giornale contro» e «Il disonesto». Le ultime collaborazioni Zavattini le riserva al quotidiano “Paese Sera” e alla rivista “Rinascita”.
 
Scheda a cura di Giorgio Boccolari