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Sul magazine della Treccani l’intervista di Gianluca Pulsoni a Satoko Ishida

Come abbiamo avuto modo di segnalare a gennaio 2025, in Giappone la casa editrice Kobunsha ha pubblicato la traduzione dell’esordio letterario di Zavattini, Parliamo tanto di me, ad opera dell’italianista Satoko Ishida, saggista, traduttrice e docente presso la Nagoya University of Foreign Studies. Gianluca Pulsoni ha intervistato Satoko Ishida per il magazine on line della Treccani, ripercorrendo la nascita del progetto editoriale e approfondendo alcuni tratti distintivi della scrittura zavattiniana emersi dal volume.
Ishida racconta innanzi tutto le ragioni della scelta: da un lato l’interesse per le “storielle” zavattiniane, brevi ma dense, capaci di unire ironia e profondità; dall’altro l’attualità di una forma narrativa breve e modulare, particolarmente adatta alla sensibilità dei lettori contemporanei e alle nuove modalità di fruizione mediatica.
Nel dialogo con Pulsoni emerge anche la forte componente visiva e quasi cinematografica della prosa zavattiniana: temi astratti come destino, morte e amore vengono tradotti in immagini quotidiane e concrete, capaci di imprimersi nella memoria del lettore.
Sul piano tecnico della traduzione, Ishida spiega di aver privilegiato la resa dello “spirito” dell’opera più che la fedeltà letterale, puntando su chiarezza, oralità e differenziazione dei toni delle voci narranti.
Spiega la traduttrice:
Come si sa, la distanza linguistica tra l’italiano e il giapponese è notevole. Se si traduce parola per parola, si perdono la scorrevolezza e il significato. Nel caso del libro di Zavattini, ho scelto di trasmettere ai lettori giapponesi di oggi lo spirito dell’opera. Ho quindi lavorato leggendo il testo a voce. E questo libro è, di per sé, composto da molte voci. Mi è quindi parso giusto cercare le equivalenze nella lingua giapponese parlata. Diciamo, ho cercato di tradurre da una voce all’altra, non da una parola all’altra.”
In conclusione nell’intervista, la traduttrice sottolinea come la prosa di Zavattini emerga anche come efficace strumento didattico: apparentemente semplice ma in realtà complessa, capace di avvicinare gli studenti non solo alla lingua italiana, ma anche alla sua cultura e alla sua storia.
A questo link il testo completo dell'intervista: https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/articoli/percorsi/percorsi_646.html


La professoressa Satoko Ishida in occasione della sua recente visita all’Archivio Zavattini