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Il festival di Cannes riscopre De Sica

Nella sezione Cannes Classics, il regista Francesco Zippel ha presentato Vittorio De Sica – La vita in scena, unico documentario italiano in corsa per il premio L’Œil d’Or. Non un semplice omaggio celebrativo, ma un viaggio emozionante dentro l’opera e la vita di uno dei più grandi autori del cinema mondiale.
Attraverso materiali d’archivio, immagini rare e le testimonianze di artisti come Wes Anderson, Francis Ford Coppola, Asghar Farhadi, Isabella Rossellini, Ruben Östlund e i fratelli Dardenne, il film restituisce tutta la modernità dello sguardo di De Sica: umano, empatico, capace di raccontare il dolore e la dignità con una semplicità rivoluzionaria.
«L’idea – spiega Zippel – era quella di trovare una chiave per far dialogare l’esperienza personale di De Sica con il riflesso della sua opera da regista, mettendo insieme la sfera familiare e privata con la necessità di comprendere chi fosse quest’uomo e quali siano stati i passaggi fondamentali della sua carriera, e perché sia ancora oggi così ricordato».
Nel documentario emerge anche il legame fondamentale con Cesare Zavattini, compagno di scrittura e di visione.
Ed emerge come, nel suo equilibrio tra realtà e poesia, De Sica continui ancora oggi a parlare al presente e a influenzare generazioni di registi, da Spielberg a Wes Anderson fino ad Alice Rohrwacher e Matteo Garrone.
Da Sciuscià a Ladri di biciclette, da Umberto D. a La ciociara, il cinema di De Sica resta una lezione potentissima: trasformare l’esperienza umana in immagini universali, senza perdere mai compassione, ironia e verità.
Se oggi mancano gli italiani in concorso alla settantanovesima edizione del Festival di Cannes, lo spazio per un grande cineasta del passato rimane e, conclude Zippel: «Vedere oggi i film di Vittorio De Sica è un modo bellissimo per trovare nuove ispirazioni, nuove vie per il cinema».