Comune di Reggio Emilia Fondazione Palazzo Magnani

il Manifesto pubblica una recensione di Carissimo Bernardino

La pubblicazione del volume Carissimo Bernardino. Bernardino Zapponi, un talento multimediale tra cinema, televisione, letteratura e giornalismo, curato da Rocco Moccagatta e Alberto Pezzotta, contribuisce a riportare l’attenzione su una delle figure più originali e poliedriche della cultura italiana del Novecento. Formatosi nella storica redazione del settimanale umoristico Marc’Aurelio, Zapponi si trovò a condividere un vivace ambiente creativo con protagonisti come Cesare Zavattini, Federico Fellini, Ettore Scola, Steno, Furio Scarpelli e Mario Camerini. La rivista rappresentò infatti uno dei laboratori culturali da cui presero forma linguaggi, idee e modalità narrative destinati a influenzare profondamente il cinema e la cultura italiana del dopoguerra. Il rapporto tra Zapponi e Zavattini proseguì anche dopo l’esperienza al Marc’Aurelio. Il carteggio conservato nell’Archivio Zavattini documenta una collaborazione incentrata su progetti, in particolare nell’ambito televisivo, e testimonia la continuità di un dialogo intellettuale tra due autori accomunati dalla curiosità e dalla propensione alla sperimentazione e all’innovazione dei linguaggi. Autore e sceneggiatore per il teatro, la radio, il cinema e la televisione, Zapponi si distinse per uno sguardo originale e indipendente, accompagnato da una costante attenzione verso i fenomeni culturali emergenti e spesso ancora marginali. La sua attività attraversò diversi ambiti espressivi, dal giornalismo alla letteratura fino alla sceneggiatura cinematografica, dando vita a collaborazioni con registi quali Federico Fellini, Dino Risi, Mario Monicelli, Dario Argento, Mauro Bolognini e Sergio Corbucci. Il volume mette inoltre in luce il ruolo di Zapponi come osservatore attento e originale dei cambiamenti sociali e culturali dell’Italia del secondo Novecento, nonché come promotore di iniziative editoriali innovative, tra cui la rivista Il Delatore, che affrontava temi allora poco esplorati nel dibattito pubblico. La rilettura della sua opera consente così di valorizzare una figura che, pur muovendosi accanto ad alcuni dei protagonisti della cultura italiana del Novecento, seppe costruire un percorso autonomo e riconoscibile. La sua capacità di analisi, l’apertura verso nuovi fenomeni culturali e la continua sperimentazione dei linguaggi fanno di Bernardino Zapponi una personalità ancora oggi significativa per comprendere la ricchezza e la complessità della cultura italiana del secondo Novecento.