Un ricordo zavattiniano nel volume Ho visto un’alba blu di Michele Rossi
È uscito il 28 agosto per Baldini+Castoldi Ho visto un’alba blu. Un racconto letterario dei CSI, il nuovo libro di Michele Rossi, direttore del Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux.
Un «anti-canzoniere» di sedici frammenti attraverso cui Rossi ripercorre la storia e l’universo poetico dei CSI – Consorzio Suonatori Indipendenti, intrecciando i testi delle canzoni con la letteratura, la memoria e gli eventi storici che ne hanno alimentato l’immaginario. Tra gli autori evocati nel libro compare anche Cesare Zavattini, insieme a Beppe Fenoglio, Pier Paolo Pasolini, Silvio D’Arzo e altri scrittori.
E proprio a Zavattini è dedicato un passaggio dell’intervista a Michele Rossi a cura di Vincenzo Maruccio, uscita sul Quotidiano di Puglia, che racconta il suo legame con Cerreto Alpi e con Giovanni Lindo Ferretti:
«Nel 1963 Zavattini approdò per tre mesi a Cerreto dove la famiglia aveva gestito un albergo e dove viveva la sorella. Venne a trovarlo perfino Alberto Sordi. Ferretti, allora bambino, era vicino di casa e sua nonna si raccomandava sempre di andare a salutare il celebre scrittore. Lui stesso conserva una vecchia foto che gli aveva fatto Zavattini».
Un piccolo, ma significativo filo che lega Zavattini, la Bassa reggiana e l’Appennino, attraversando generazioni, esperienze artistiche e linguaggi diversi.