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Bibliografia


Se la compilazione della bibliografia esaustiva di un qualsiasi scrittore, è in genere un esercizio problematico per le difficoltà che s’incontrano nell’individuazione del complesso della sua produzione anche minore, vale a dire nella creazione di un elenco di referenze bibliografiche che sia completo cioè, appunto, ‘esaustivo’, tentare di portare a compimento l’individuazione della globalità dei testi pubblicati da un artista straordinariamente versatile e dalla produzione estremamente “vasta e disseminata” qual’é stata quella di Cesare Zavattini, è impresa davvero ardua. Meglio limitarsi a una bibliografia essenziale, cioè ai suoi testi fondamentali.
Tra le bibiografie di quest’ultimo genere uscite nei due ultimi decenni spicca quella che Carmen B. Gentili ha pubblicato nel primo volume (tit. Giornalismo letteratura cinema) di Cesare Zavattini: una vita in mostra (Bologna, Bora, 1998, 2 v.), catalogo della Mostra tenuta a Reggio Emilia nel 1998. La Gentili, tentando una suddivisione logica dell’intero complesso dell’opera zavattiniana la ripartisce in “Libri di prosa narrativa”, “Libri autobiografici”, “Teatro”, “Prosa lirica”, “Poesia”, “Libri fotografici”, “Giornalismo raccolto in volume”, “Soggetti e sceneggiature raccolti in volume” cui allega la segnalazione delle ‘sceneggiature non originarie dedotte dal montaggio'.
Un’altra esemplare compilazione, che tuttavia non si discosta moltissimo dalla bibliografia gentiliana è quella che Michela Carpi ha pubblicato in calce al volume: Cesare Zavattini, Opere. Lettere, a cura di V. Fortichiari e S. Cirillo, Introduzione di V. Cerami, Milano, Classici Bompiani, 2005. La Carpi suddivide la produzione dello scrittore luzzarese nelle seguenti categorie: “Opere in raccolta”, “Narrativa”, “Teatro”, “Poesia”, “Libri fotografici”, “Epistolari”, “Conversazioni”, “Pubblicistica raccolta in volume”, “Soggetti e sceneggiature”.
Un’ulteriore bibliografia essenziale è quella che Silvana Cirillo ha pubblicato nel suo volume Za l’immortale, Centodieci anni di Cesare Zavattini (Roma, Ed. Ponte Sisto, 2013). La Cirillo opera una prima divisione di carattere generale fra “Prime edizioni” e “Riedizioni”. Tra le prime annovera le seguenti categorie: “Narrativa”, “Poesia”, “Teatro”, “Conversazioni”, “Opere in raccolta” (che suddivide ulteriormente in “Volumi” ed “Epistolari”), “Pubblicistica raccolta in volume”, “Soggetti e Sceneggiature”. Per quanto riguarda le “Riedizioni” la ripartizione è identica. A margine la stessa autrice svolge alcune considerazioni sulle difficoltà che si incontrerebbero nel redigere una vera a e propria bibliografia critica che tuttavia la Cirillo affronta discorsivamente in questo stesso testo, nei capitoli Cosa dicono di lui e Za l’immort(ale).  La medesima studiosa, nel volume Cesare Zavattini. Opere, 1931-1986 (Milano, Classici Bompiani, 2001) e, segnatamente, nel paragrafo Note ai testi fa precedere la bibliografia da un regesto delle singole e più note opere zavattiniane mentre, nel paragrafo successivo (Fortuna critica), si diffonde sulle opere di commento.
Un esempio particolare di bibliografia critica zavattiniana con un regesto che è quasi una recensione, è quello proposto da Guido Conti nel saggio Cesare Zavattini, per un’idea di bibliografia critica uscito nel volume Un prorompente archivio. Cesare Zavattini alla Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. Catalogo della mostra documentaria di Reggio Emilia, pubblicato col patrocinio dell’IBC dell’Emilia-Romagna  nel 2013. Attraverso il regesto della bibliografia critica su Za, cioè parlando delle opere critiche arriva a delineare (lo dichiara lui stesso) un saggio sull’autore.
A proposito di bibliografie zavattiniane non si può prescindere da Gualtiero De Santi, che nel suo Ritratto di Zavattini scrittore (Reggio Emilia, Imprimatur, 2014), dedica un lungo capitolo finale, Il dibattito critico, alla produzione letteraria di ‘Za’. Si tratta di una disamina quanto mai attenta e particolareggiata sulle opere zavattiniane. Ma tutto il suo libro, e non solo il capitolo finale, prende in esame l’opera artistica dello scrittore luzzarese ed è propedeutico per chiunque voglia occuparsi di bibliografia zavattiniana.
Una notazione conclusiva.
Poiché Zavattini ha spaziato nei settori più diversi della cultura e dell’arte, oltre alla bibliografia, si pone anche il problema di dar conto di tutta la variegata produzione dell’artista luzzarese. In questo senso Giacomo Gambetti, in un suo testo (tit. Cesare Zavattini, guida ai film) uscito per i tipi della I.COM  a Roma nel 1994, offre un’interessante chiave di lettura.  Oltre ad una bibliografia essenziale seppure con qualche cedimento alle opere critiche (redatta da Pier Luigi Raffaelli) di “Prime edizioni” e di “Libri antologici di e su Zavattini”, alla medesima egli aggiunge i libri di “Fumetti”, le “Sceneggiature” pubblicate e, finalmente, perché da molti trascurate, le “Edizioni straniere”. Ma compila anche una filmografia esaustiva (di fatto l’oggetto del suo libro). E vi annette l’elenco dei documentari cinematografici e televisivi tratti da opere di Zavattini o su di lui, la sua teatrografia, gli elenchi particolareggiati delle riduzioni teatrali di sue opere (senza la sua collaborazione), l’elenco degli interventi di Zavattini e delle trasmissioni da lui condotte alla radio cui si dovrebbe aggiungere l’elenco delle apparizioni alla televisione in Italia e all’estero.

Scheda a cura di Giorgio Boccolari

Informazioni bibliografiche più dettagliate si possono ottenere consultando le seguenti bibliografie:

                     Bibliografia 1931-1995                         Bibliografia 1996-oggi